QUANDO LA DOMENICA AVEVA IL SAPORE DELLA FESTA

C’era un tempo in cui il calore delle emozioni nasceva attorno alla tavola. Quando le massaie si alzavano presto per ripetere un antico rito fatto di gesti semplici e sapienti. C’era un tempo in cui nonna Adelina, con le sue mani ruvide e sapienti, impastava la semola di grano duro insieme alle uova. Stendeva la pasta con il mattarello fino ad ottenere sottili, morbide e dorate sfoglie, che faceva riposare in panni di cotone. Tagliava poi la sfoglia in fili sottili sottili, che (a guardarli bene) sembravano “capelli d’angelo”, e li lasciava essiccare in una stanza ventilata. Ecco qui la famosa “pasta della domenica”: i Maccheroncini di Campofilone.

Per la pasta Marcozzi di Campofilone, l’origine è tutto. Perché tutto nasce in un territorio unico per tradizione, tra le fertili campagne del borgo medioevale di Campofilone. Un pittoresco paesino dell’entroterra marchigiano, il cui nome deriva da  Campus Fullonus”, ossia stabilimento di tintori e lavandai (VII° sec. a.C). Una terra da sempre votata all’artigianato, che trova nella pasta all’uovo di Campofilone la sua massima espressione.

 

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